Anziani
Con il passare degli anni è normale che compaiano dolori di varia natura, legati al semplice ma inesorabile processo di invecchiamento.
I pazienti anziani rappresentano una parte consistente dei trattamenti che svolgo come osteopata. In questi anni, sono stati spesso di grande soddisfazione. Qualunque essere vivente è in grado di svolgere processi di autoguarigione per affrontare i diversi traumi e l’usura della vita. Il paziente anziano non fa eccezione; rispetto ad un soggetto più giovane può necessitare con maggior facilità di un aiuto proprio per riuscire a riorganizzare al meglio tali processi.
Una grossa differenza nel trattamento dei pazienti anziani rispetto ad un giovane sta nel RITMO delle tecniche scelte. A mio parere, scoprire quale ritmo sia il più appropriato per quello specifico paziente, rappresenta uno dei grandi obiettivi da porsi nella presa in carico della persona.
Non ci sono regole, ognuno è diverso, ed anche se la tipologia di tecniche utilizzate può variare in base alla tipologia del paziente, il ritmo con il quale queste vengono effettuate è una variabile essenziale.
Nel paziente anziano ci troviamo spesso ad avere a che fare con condizioni degenerative, prima tra tutti l’artrosi, che nelle aree del corpo più usurate (a seconda di ciò che il paziente ha fatto nella vita) possono sfociare in dolori muscoloscheletrici. Sono condizioni che si riscontrano nella quasi totalità delle persone (è necessario tenere in considerazione come il grande aumento della durata della vita media abbia aumentato in modo drastico il presentarsi di quadri degenerativi), e forse sarebbe meglio considerarle come il fisiologico invecchiamento delle strutture, piuttosto che come una malattia da curare.
L’aiuto che l’osteopatia può fornire in casi come questi, è un aumento del movimento e della mobilità di un’area, che a causa del dolore, è stata dimenticata o sotto utilizzata dal paziente.
Inoltre solitamente, il problema legato all’artrosi è il dolore muscoloscheletrico che ne deriva, sintomo che insorge solitamente ad anni di distanza dall’inizio della degenerazione. Nella mia esperienza, molto spesso, solo una parte di questo dolore è dovuta all’usura dell’articolazione in sé, ed è possibile quindi, agendo sulla componente muscolo-scheletrica e vascolare, avere una riduzione, talvolta marcata, del dolore.
In nessuna circostanza è possibile “tirare indietro le lancette dell’orologio” nè quindi far regredire la degenerazione, ma è appunto possibile lavorare sul sintomo e magari ridurre la velocità di degenerazione (obiettivo che si raggiunge informando il paziente e fornendo consigli utili e personalizzati, primo fra tutto MANTENERSI IN MOVIMENTO!).
È chiaro che, a seconda delle diverse condizioni, bisogna stabilire obiettivi differenti, facilmente raggiungibili, in modo da fornire al paziente (e talvolta all’osteopata) una graduale soddisfazione nel vedere che questi
traguardi vengono raggiunti. L’osteopatia può aiutare il paziente geriatrico migliorando la sua qualità di vita, riducendo, a volte in maniera importante, i sintomi e permettendo alla persona di affrontare al meglio
la vita di tutti i giorni.
Molte delle tecniche utilizzate in osteopatia sono tecniche dolci, con un tocco leggero, che si dimostrano particolarmente adatte a trattamenti delicati e attenti sul paziente anziano. A volte mobilizzazioni degli arti
inferiori, anche, bacino e lombare riescono a dare risultati sorprendenti perché vanno a creare movimento, traducendosi in un’immediata sensazione di leggerezza e in un aumento della mobilità durante la
camminata, che risulta più fluida, gradevole e con minor dolore.
Anziani
Con il passare degli anni è normale che compaiano dolori di varia natura, legati al semplice ma inesorabile processo di invecchiamento.
I pazienti anziani rappresentano una parte consistente dei trattamenti che svolgo come osteopata. In questi anni, sono stati spesso di grande soddisfazione. Qualunque essere vivente è in grado di svolgere processi di autoguarigione per affrontare i diversi traumi e l’usura della vita. Il paziente anziano non fa eccezione; rispetto ad un soggetto più giovane può necessitare con maggior facilità di un aiuto proprio per riuscire a riorganizzare al meglio tali processi.
Una grossa differenza nel trattamento dei pazienti anziani rispetto ad un giovane sta nel RITMO delle tecniche scelte. A mio parere, scoprire quale ritmo sia il più appropriato per quello specifico paziente, rappresenta uno dei grandi obiettivi da porsi nella presa in carico della persona.
Non ci sono regole, ognuno è diverso, ed anche se la tipologia di tecniche utilizzate può variare in base alla tipologia del paziente, il ritmo con il quale queste vengono effettuate è una variabile essenziale.
Nel paziente anziano ci troviamo spesso ad avere a che fare con condizioni degenerative, prima tra tutti l’artrosi, che nelle aree del corpo più usurate (a seconda di ciò che il paziente ha fatto nella vita) possono sfociare in dolori muscoloscheletrici. Sono condizioni che si riscontrano nella quasi totalità delle persone (è necessario tenere in considerazione come il grande aumento della durata della vita media abbia aumentato in modo drastico il presentarsi di quadri degenerativi), e forse sarebbe meglio considerarle come il fisiologico invecchiamento delle strutture, piuttosto che come una malattia da curare.
L’aiuto che l’osteopatia può fornire in casi come questi, è un aumento del movimento e della mobilità di un’area, che a causa del dolore, è stata dimenticata o sotto utilizzata dal paziente.
Inoltre solitamente, il problema legato all’artrosi è il dolore muscoloscheletrico che ne deriva, sintomo che insorge solitamente ad anni di distanza dall’inizio della degenerazione. Nella mia esperienza, molto spesso, solo una parte di questo dolore è dovuta all’usura dell’articolazione in sé, ed è possibile quindi, agendo sulla componente muscolo-scheletrica e vascolare, avere una riduzione, talvolta marcata, del dolore.
In nessuna circostanza è possibile “tirare indietro le lancette dell’orologio” nè quindi far regredire la degenerazione, ma è appunto possibile lavorare sul sintomo e magari ridurre la velocità di degenerazione (obiettivo che si raggiunge informando il paziente e fornendo consigli utili e personalizzati, primo fra tutto MANTENERSI IN MOVIMENTO!).
È chiaro che, a seconda delle diverse condizioni, bisogna stabilire obiettivi differenti, facilmente raggiungibili, in modo da fornire al paziente (e talvolta all’osteopata) una graduale soddisfazione nel vedere che questi
traguardi vengono raggiunti. L’osteopatia può aiutare il paziente geriatrico migliorando la sua qualità di vita, riducendo, a volte in maniera importante, i sintomi e permettendo alla persona di affrontare al meglio
la vita di tutti i giorni.
Molte delle tecniche utilizzate in osteopatia sono tecniche dolci, con un tocco leggero, che si dimostrano particolarmente adatte a trattamenti delicati e attenti sul paziente anziano. A volte mobilizzazioni degli arti
inferiori, anche, bacino e lombare riescono a dare risultati sorprendenti perché vanno a creare movimento, traducendosi in un’immediata sensazione di leggerezza e in un aumento della mobilità durante la
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