Camminare, siamo nati per questo

CAMMINARE, SIAMO NATI PER QUESTO

La stazione eretta è una delle più grandi conquiste evolutive dell’uomo sapiens: secondo studi effettuati sul DNA mitocondriale e sulle migrazioni dall’africa centrale, per passare dalla postura a quattro zampe alla stazione eretta sono stati necessari circa 1 milione di anni.

Da quando siamo riusciti in questo difficile passaggio, abbiamo sempre camminato e siamo diventati veramente bravi e resistenti nel farlo. La nostra colonna vertebrale, così come il resto del corpo, si è sviluppata in modo da poter gestire al meglio i carichi imposti durante la camminata.

Ovviamente abbiamo imparato a svolgere moltissime altre attività come correre, nuotare, arrampicare e altre ancora, in alcune di queste siamo diventati molto capaci, in altre siamo pessimi, soprattutto se si fa il paragone con altri animali, sicuramente meno evoluti di noi, ma che per necessità si sono sviluppati per essere performanti nelle attività più utili alla sopravvivenza.

Abbiamo detto di essere particolarmente abili nella camminata e sì, lo siamo veramente; infatti, finché assumiamo acqua e alimenti potremmo continuare a camminare senza fermarci per tempi lunghi, riuscendo a percorrere distanze considerevoli a patto, ovviamente, di non superare la soglia dell’affanno, che invece ci costringerebbe a fermarci per recuperare.

Se rispettiamo queste condizioni il nostro solo limite saranno i muscoli, gli unici a impedirci di continuare all’infinito la nostra attività.

 

I VANTAGGI DELLA CAMMINATA

La camminata, in qualunque ambiente decidiamo di farla, soprattutto se svolta con un buon ritmo, rappresenta un’ottima forma di attività aerobica.

Tutti i vantaggi che ne conseguono sono: un miglior utilizzo dell’ossigeno da parte dei tessuti (muscoli e non solo), un’aumentata capacità di ossigenazione del sangue dovuta ad un miglioramento della funzionalità respiratoria, e soprattutto la possibilità di innalzare quella che viene definita soglia anaerobica.

In altre parole la possibilità di svolgere un’attività fisica con il “fiatone” senza che questo diventi affanno, condizione che ci costringerebbe a rallentare e a fermarci, oppure, dare quel quid in più per battere il nostro record costringendoci però a terminare l’attività poco dopo, per smaltire l’acido lattico che nel frattempo si è formato nei muscoli.

Camminare è un’attività che può essere svolta da chiunque a qualunque età e, a patto di avere la giusta calzatura a seconda dell’ambiente in cui decidiamo di muoverci, offre anche il grande vantaggio di presentare un basso rischio infortunistico e un minor impatto di tutti quei microtraumi ripetuti, connessi ad altre attività sportive come la corsa o l’arrampicata; aspetti che diventano invece assolutamente rilevanti nel trattamento e nella prevenzione dei problemi che si riscontrano in chi pratica questi sport.

Camminare e i suo i benefici

 

 

Quanto detto si collega con l’introduzione, non siamo fatti per l’attività strenua ma siamo fatti per camminare. Possiamo infine considerare che la camminata risulta essere un’attività a basso consumo energetico, anche se, ovviamente, tale costo varia a seconda del dislivello, della durata, del peso corporeo, della pendenza, dello stato di allenamento e da altri fattori.

È quindi un’attività che seleziona i lipidi come comburente, cioè che predilige il consumo della massa grassa presente nei depositi nel nostro corpo.

 

 

CAMMINARE IN MONTAGNA

Uno degli aspetti che rendono la camminata un’attività alla portata di tutti consiste nel fatto che può essere svolta ovunque: in campagna, in montagna o anche in città, nei parchi o per strada, con evidenti differenze a seconda dell’ambiente.

Uno dei vantaggi di poterla praticare al di fuori del contesto cittadino è sicuramente la possibilità di aggiungere un dislivello, programmando quanta fatica affronteremo, e potendo gestire il nostro consumo energetico (a seconda del percorso scelto) aumentandolo o riducendolo in base all’intensità dell’attività. Un altro fattore da tenere presente è l’altitudine alla quale decidiamo di camminare. A parità di dislivello e velocità, più in alto andiamo minore sarà la disponibilità di ossigeno atmosferico e maggiore sarà l’impegno dell’apparato cardio-polmonare.

Su questo punto è essenziale fare chiarezza. Infatti, finché parliamo di quote tra gli 0 e 1800 metri, siamo in una fascia definita come bassa quota e gli effetti della riduzione dell’ossigeno ambientale sono leggeri e transitori e non causano problemi.

 

VANTAGGI E SVANTAGGI DELL’ALTIDUTINE

Tutto cambia se superiamo questa soglia, infatti, la mancanza di ossigeno induce una serie di effetti nel nostro corpo che cerca di rispondere a questa nuova condizione, a patto di restare in quota un tempo sufficiente. Tra questi, oltre all’aumento della frequenza cardiaca e di conseguenza della quantità di sangue pompata dal cuore, c’è uno stimolo ad una maggior produzione di globuli rossi, che è in grado di migliorare la performance dello sportivo in modo considerevole, aumentando la capacità di trasportare ossigeno ma, per contro, rende il nostro sangue più denso, costringendo il cuore ad un maggiore sforzo per farlo circolare.

Immaginatevi di avere due vasche, una piena d’acqua e l’altra piena d’olio e cercate con la mano di spostare il liquido all’interno, ovviamente troverete una maggiore resistenza in quella con l’olio, ecco, il cuore si troverebbe “improvvisamente” ad affrontare la stessa sfida nel pompare il sangue in circolo. Lo stimolo alla produzione di nuovi globuli rossi diventa più rilevante se l’allenamento viene svolto a partire dai 2700m di quota.

CONCLUSIONI

Esiste quindi, un delicato equilibrio tra l’aumento prestativo legato all’aumentata capacità di trasporto dell’ossigeno e il drammatico calo prestativo legato invece all’aumentata viscosità del sangue. Questa tipologia di allenamento, considerata a tutti gli effetti una forma di doping, viene utilizzata sempre meno proprio a causa delle difficoltà pratiche e delle differenze individuali che rendono complesso l’utilizzo di questo metodo, nonché pericoloso per la salute, specialmente se messo in pratica da persone inesperte.

Per queste ragioni qualunque allenamento sportivo che superi la fascia della bassa quota è da concordare con un medico specializzato in ambito sportivo, in grado di consigliarvi e seguirvi nelle varie tappe, per aiutarvi nel migliorare le performances ma soprattutto per tutelare la vostra salute ed evitare conseguenze negative sull’organismo.