Celiachia
La celiachia è una malattia autoimmune che provoca una risposta immunitaria anomala contro il glutine, una proteina presente nel grano, nell’orzo, nella segale e in altri cereali. In soggetti predisposti geneticamente, l’ingestione di glutine danneggia la mucosa dell’intestino tenue, interferendo con l’assorbimento di nutrienti essenziali e provocando una vasta rosa di sintomi che vanno da lievi a gravi.
La causa principale della celiachia è la predisposizione genetica. In particolare, i soggetti portatori di particolari varianti genetiche dei geni HLA-DQ2 e HLA-DQ8 sono maggiormente a rischio di sviluppare la malattia. Tuttavia, la predisposizione genetica non è sufficiente da sola per far scattare la malattia.
È infatti necessario che in questi soggetti intervengano anche fattori ambientali, come l’esposizione al glutine per scatenare la reazione autoimmune. Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad un aumento dell’incidenza della celiachia, probabilmente a causa di una maggiore consapevolezza della condizione e di metodiche diagnostiche più avanzate.
Trattamento della celiachia: la dieta senza glutine
L’unico trattamento attualmente disponibile per la celiachia è una dieta rigorosamente priva di glutine. Evitare completamente il glutine è essenziale per prevenire i danni intestinali e le complicazioni a lungo termine.
Il trattamento non farmacologico, cioè la dieta senza glutine, è l’unico modo per gestire la malattia e migliorare la qualità della vita. Una dieta senza glutine implica l’eliminazione di tutti gli alimenti che contengono grano, segale, orzo e i loro derivati.
L’associazione italiana per la celiachia (AIC) mette a disposizione per i soggetti celiaci una lista approfondita degli alimenti considerati sicuri, a rischio di contaminazione, e contenenti glutine per aiutare i soggetti celiaci nelle proprie scelte alimentari quotidiane.
Alimenti comunemente contenenti glutine includono pane, pasta, biscotti, dolci e molti prodotti trasformati. Fortunatamente, negli ultimi anni, è aumentata l’offerta di prodotti senza glutine nei supermercati, rendendo la dieta senza glutine più accessibile (prodotti a marchio spiga barrata).
Tuttavia, è fondamentale un’accurata lettura delle etichette ma anche porre particolare attenzione alla contaminazione incrociata, che può verificarsi quando alimenti senza glutine entrano in contatto con prodotti che contengono glutine.
Anche quando si mangia fuori casa, è essenziale comunicare, se possibile con anticipo la necessità di un menù senza glutine adatto per celiaci, in modo tale da non incorrere nel consumo di un pasto che contenga glutine.
La dieta senza glutine non è solo una questione di eliminare il glutine. È importante sostituire gli alimenti contenenti glutine con quelli che siano ricchi di nutrienti e che possano soddisfare i fabbisogni nutrizionali del corpo, con un’organizzazione dell’alimentazione in linea con i principi della dieta mediterranea e del piatto del mangiar sano.
I cibi naturalmente privi di glutine, come frutta, verdura, carne, pesce, uova, legumi e riso, patate, come anche altri cereali naturalmente privi di glutine (es. miglio, amaranto, teff) dovrebbero costituire la base dell’alimentazione. È tuttavia essenziale sottolineare che il beneficio derivante dall’esclusione del glutine dalla dieta in assenza di celiachia o intolleranza al glutine diagnosticata non è supportata da alcuna evidenza scientifica.
Celiachia
La celiachia è una malattia autoimmune che provoca una risposta immunitaria anomala contro il glutine, una proteina presente nel grano, nell’orzo, nella segale e in altri cereali. In soggetti predisposti geneticamente, l’ingestione di glutine danneggia la mucosa dell’intestino tenue, interferendo con l’assorbimento di nutrienti essenziali e provocando una vasta rosa di sintomi che vanno da lievi a gravi.
La causa principale della celiachia è la predisposizione genetica. In particolare, i soggetti portatori di particolari varianti genetiche dei geni HLA-DQ2 e HLA-DQ8 sono maggiormente a rischio di sviluppare la malattia. Tuttavia, la predisposizione genetica non è sufficiente da sola per far scattare la malattia.
È infatti necessario che in questi soggetti intervengano anche fattori ambientali, come l’esposizione al glutine per scatenare la reazione autoimmune. Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad un aumento dell’incidenza della celiachia, probabilmente a causa di una maggiore consapevolezza della condizione e di metodiche diagnostiche più avanzate.
Trattamento della celiachia: la dieta senza glutine
L’unico trattamento attualmente disponibile per la celiachia è una dieta rigorosamente priva di glutine. Evitare completamente il glutine è essenziale per prevenire i danni intestinali e le complicazioni a lungo termine.
Il trattamento non farmacologico, cioè la dieta senza glutine, è l’unico modo per gestire la malattia e migliorare la qualità della vita. Una dieta senza glutine implica l’eliminazione di tutti gli alimenti che contengono grano, segale, orzo e i loro derivati.
L’associazione italiana per la celiachia (AIC) mette a disposizione per i soggetti celiaci una lista approfondita degli alimenti considerati sicuri, a rischio di contaminazione, e contenenti glutine per aiutare i soggetti celiaci nelle proprie scelte alimentari quotidiane.
Alimenti comunemente contenenti glutine includono pane, pasta, biscotti, dolci e molti prodotti trasformati. Fortunatamente, negli ultimi anni, è aumentata l’offerta di prodotti senza glutine nei supermercati, rendendo la dieta senza glutine più accessibile (prodotti a marchio spiga barrata).
Tuttavia, è fondamentale un’accurata lettura delle etichette ma anche porre particolare attenzione alla contaminazione incrociata, che può verificarsi quando alimenti senza glutine entrano in contatto con prodotti che contengono glutine.
Anche quando si mangia fuori casa, è essenziale comunicare, se possibile con anticipo la necessità di un menù senza glutine adatto per celiaci, in modo tale da non incorrere nel consumo di un pasto che contenga glutine.
La dieta senza glutine non è solo una questione di eliminare il glutine. È importante sostituire gli alimenti contenenti glutine con quelli che siano ricchi di nutrienti e che possano soddisfare i fabbisogni nutrizionali del corpo, con un’organizzazione dell’alimentazione in linea con i principi della dieta mediterranea e del piatto del mangiar sano.
I cibi naturalmente privi di glutine, come frutta, verdura, carne, pesce, uova, legumi e riso, patate, come anche altri cereali naturalmente privi di glutine (es. miglio, amaranto, teff) dovrebbero costituire la base dell’alimentazione. È tuttavia essenziale sottolineare che il beneficio derivante dall’esclusione del glutine dalla dieta in assenza di celiachia o intolleranza al glutine diagnosticata non è supportata da alcuna evidenza scientifica.
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